Customer satisfaction e qualità
percepita.
La
soddisfazione e la qualità percepita hanno ricevuto moltissime
attenzioni in diverse discipline, dal marketing (Kotler, 1991;
Orsingher, Marzocchi, 2003), alle ricerche sul consumo (Yi, 1989),
passando per la psicologia economica (Johnson, Fornell, 1991) e per
l’economia (Simon, 1974; Van Raaij, 1981; Wärneryd, 1988). Questa
cornucopia di ricerche trova spiegazione nel fatto che oggi, in
un’economia di altissima concorrenzialità, fornire un livello elevato
di qualità e soddisfare il cliente rappresentano sicuramente un
impareggiabile vantaggio competitivo (Shemwell et al., 1998). Una
delle più citate definizioni di soddisfazione è quella data da Rust e
Oliver: “Satisfaction reflects the
degree to which one believes that an experience evokes positive
feelings” (1994, p. 2). Per quanto riguarda la qualità
percepita, essa può essere definita “as
a consumer’s judgment about a product’s overall excellence or
superiority” (Zeithaml 1988, p. 47).
Nelle letterature riguardanti la
customer satisfaction e la
service quality esiste un consenso generalizzato sul fatto che
le aspettative fungano da standard in base al quale le esperienze
successive vengono comparate, ottenendo, così, valutazioni di
soddisfazione e/o qualità. Entrambe, poi, hanno riconosciuto
l'esistenza di più tipologie di aspettative (chiamate anche standard
di comparazione). In realtà, una volta che il paradigma della
conferma/ disconferma delle aspettative divenne dominante, la
concettualizzazione e le relazioni sottese a tale modello
determinarono nella letteratura successiva una serie di "aree grigie",
quali: l’uguaglianza metodologica nel misurare la
customer satisfaction e la
service quality , i problemi
concettuali riguardanti il costrutto di aspettativa e gli standard di
comparazione utilizzati dai consumatori nel processo di disconferma.
Nel gruppo PsiQu ci siamo particolarmente occupati di
customer satisfaction e
service quality quando abbiamo
intrapreso il progetto europeo
Expero.
Innanzitutto ci siamo impegnati in un’ampia rassegna teorica avente
come scopo l’individuazione delle caratteristiche distintive dei due
costrutti. In secondo luogo, abbiamo riflettuto sulla possibilità di
far interagire queste due concettualizzazioni; se difatti custumer
satisfaction e service quality vengono spesso utilizzate nei termini
esclusivi di un aut
aut, noi di Psiqu abbiamo
preferito un approccio più ecumenico, che li sapesse riconciliare in
un più costruttivo et et.
Dopo la fase teorica, abbiamo proceduto nell’analisi della
metodologia. Qui, nella formulazione dei questionari, abbiamo attinto
ispirazione dal ServPerf e dalla Scuola Europea (Kang, James, 2004),
ma abbiamo creato degli item sui
generis per migliorare l’accuratezza del progetto.
Forti di questa esperienza sperimentale su scala europea, oggi
continuiamo ad interessarci a queste due tematiche principalmente
attraverso l’elaborazione di articoli e seguendo alcune tesi di laurea
inerenti quest’argomento. Uno dei nostri propositi futuri, in quest’ambito,
è quello di addentrarci in un’area di ricerca ancora piuttosto
sterile, quella riguardante il rapporto tra il costrutto di
immagine
e quello di soddisfazione e qualità.