QiS: Quality in School
Partnership
e obiettivi
Nel 2003, il progetto europeo QiS-Quality in School inizia a partire
dall’idea di Sara Cervai e Barbara Anna Fabbro, che lavorano come
ricercatrici in Psicologia del Lavoro all’Università di Trieste.
L’interesse di fondo è duplice: individuare un approccio valoriale e
applicativo ispirato al Total Quality Management (TQM), a supporto
delle organizzazioni scolastiche (Cervai, Fabbro, 2003). A questo
progetto partecipano un ente di ricerca e tre istituti scolastici di
diverso livello, in ognuno dei sette paesi dell’UE coinvolti:
Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Italia, Lituania e Slovenia.
Come progetto Comenius 2.1, QiS si focalizza sul tema della formazione
e del miglioramento delle competenze di quanti operano nella scuola.
Il progetto ha previsto la stretta collaborazione ad eventi formativi
e diagnosi organizzative, tra i partner di ricerca (RP) e i
partner-scuola (SP).
L’obiettivo principale del progetto è offrire supporto ai dirigenti
scolastici, agli insegnanti e a quanti nella scuola si adoperano per
una gestione efficace dell’autonomia organizzativa, definendo un
approccio alla gestione dei processi scolastici specificatamente
incentrato sulla formazione al TQM e sull’auto-valutazione.
La partnership del progetto ha previsto il coordinamento generale e
scientifico del progetto da parte del Dipartimento di Scienze
politiche dell’Università degli studi di Trieste, nelle persone di
Sara Cervai, ricercatrice in Psicologia del Lavoro e Barbara Anna
Fabbro, assegnista di ricerca e docente a contratto in Psicologia del
Lavoro. A livello internazionale, sono stati coinvolti i seguenti
ricercatori: Tauno Kekäle, docente ordinario di Sviluppo Organizzativo
all’Università di Vaasa (Finlandia), Wolf Dieter Kohlberg, docente a
contratto presso l’Università di Osnabruck (Germania) nel Dipartimento
di Educazione e Scienze Culturali, Susanne Muller Using, dottoranda in
pedagogia presso le Università di Bielefeld e Marburg, Hauke Boitin
dottore in ricerca presso l’Università di Osnabruck, Claude Bertrand,
già direttore dell’IUFM di Aix-Marseille, docente a contratto di
informatica a Scienze dell’Educazione, dottore in Scienze Informatiche
e matematiche (Francia), Zdravko Pečar, professore assistente e
direttore dell’IREL – Istituto Regionale di Economia e Programmi
Sociali (Slovenia), Giedre Klimoviene, professore associato
all’Università dell’Agricoltura della Lituania (LUA) dottore di
ricerca in Scienze Educative, direttrice del Dipartimento di Lingue,
membro dell’Istituto di Cultura Rurale della LUA, membro del comitato
di certificazione dei docenti alla facoltà di Scienze Umane del Kaunas
Technological University (KTU) e membro del comitato editoriale di
Kalbus Studies, (rivista internazionale dedicata alle lingue),
Romualda Marcinkoniene, docente di lingua inglese alla facoltà di
Scienze Umane del Kaunas Technological University (KTU), membro del
LANAS (Lithuanian Association for North American Studies), del LAUTE (Lithuanian
Association for University Teachers of English), dell’ESSE (European
Society for Studies of English (Lituania).
I risultati prodotti dal team di progetto hanno richiesto molto
impegno e sono stati costruiti, passo a passo, attraverso 27 fasi in
tre anni di lavoro. Di seguito sono elencate brevi descrizioni di
ognuno di essi.
I risultati
European Quality Standard
(EQS)
Uno standard nazionale di qualità della scuola è stato definito per
ognuno dei paesi partner; essi hanno costituito la base per lo
Standard Europeo di qualità della scuola (EQS). Il lavoro di
elaborazione dell’EQS ha previsto la consultazione di letteratura
scientifica, di normative nazionali ed europee sul tema della qualità
della scuola, discussioni con il personale scolastico ed esperti,
interviste a soggetti interessanti e stakeholders delle scuole
europee. Il partner di ricerca sloveno, Zdravko Pečar e il suo staff,
responsabile della progettazione dell’EQS hanno lavorato alla
realizzazione di questo prodotto finale, in particolare insieme al RP
finlandese e al team italiano.
QiS Self Assessment (QiS-SA)
Il QiS Self Assessment è uno strumento di autovalutazione della
qualità dell’organizzazione scolastica, basato sullo standard europeo
di qualità (EQS), definito sempre in ambito a questo progetto. La sua
progettazione ha impegnato il team di ricerca sloveno come
responsabile del prodotto, sempre in stretta collaborazione con gli
altri RP e con la rete di scuole-test.
Esso nasce dalle indicazioni fornite direttamente dal personale
scolastico, rispetto alle aree organizzative e agli stakeholders
riconosciuti come strategici. Esso ha previsto 3 anni di progettazione
e testing fino ad apparire su supporto multimediale, nella versione
definitiva. Le scuole che scelgono di utilizzare questo strumento per
eseguire diagnosi della qualità possono farlo sia limitatamente a
singoli processi scolastici, che considerando la totalità dei processi
organizzativi. Il QiS-SA si struttura in tre macro-aree (risorse-processi-risultati),
a loro volta suddivise in altri sotto-indicatori (es. Risorse:
strutturali, umane. Processi: gestione delle risorse umane, processi
educativi, servizi di supporto. Risultati: grado di integrazione con
gli stakeholders, soddisfazione degli stakeholders, performance). Il
sistema si configura come un diagramma ad albero che si declina in
sotto indicatori, ad un livello ulteriormente dettagliato rispetto ai
tre appena descritti (4 livelli di ramificazioni). Dal momento che le
richieste degli stakeholders nei diversi sistemi scolastici possono
essere disparate o contraddittorie, il QiS-SA è stato progettato in
modo che le scuole possano inserirvi anche i risultati delle
valutazioni realizzate dal Ministero (es. progetti di valutazione di
qualità della scuola promosse e applicate dai governi degli stati
europei partner). In tal senso, questo strumento è adattabile alle
esigenze di ogni singola scuola e consente nel contempo di confrontare
i livelli di qualità raggiunti, su base europea. Le scuole possono
utilizzare agevolmente il QiS-Self Assessment, in una versione
cartacea, utilizzando il software DEXi o nella versione installabile
sul computer della scuola. È inoltre consentito ai suoi utilizzatori
di confrontare i propri risultati con quelli ottenuti dalle altre
scuole nell’ambito della rete QiS. Su base europea, i responsabili
della qualità (TQ-Group) potranno spedire via mail i risultati della
diagnosi al Partner Sloveno e ricevere un riscontro via mail, come
rendiconto annuale. Il sistema permette inoltre di archiviare i
risultati e le modalità di realizzazione delle diagnosi svolte di anno
in anno, agevolando un interessante confronto diacronico della qualità
della scuola. Infine, il gruppo qualità può completare le diagnosi
realizzate con il QiS-SA, utilizzando il database in esso contenuto.
Esso si può utilizzare come una preziosa fonte di suggerimenti, idee e
progetti per migliorare specifici aspetti organizzativi.
European Quality Course (EQC)
Il terzo outcome previsto nel progetto QiS è un corso di formazione
europeo sulla qualità della scuola, che nella sua versione definitiva
consta di dieci moduli. Anche questo prodotto è stato costruito
progressivamente, attraverso un lungo e preciso lavoro di
progettazione da parte di tutti gli RP. Il responsabile dell’EQC è
partner finlandese Tauno Kekäle, che, collaborando con il team
italiano e confrontando le proprie idee con tutto il gruppo di
ricerca, ha costruito la prima bozza del corso di formazione.
Una volta che la struttura è stata approvata dall’intero gruppo (la
prima release prevedeva 7 moduli), ogni RP ha scelto di sviluppare
autonomamente un modulo formativo. Il corso si rivolge al personale
scolastico delle scuole di diverso livello che desiderano acquisire
competenze di tipo gestionale a supporto del miglioramento della
qualità dei processi e consente di articolare circa 20-25 ore di
formazione, dilazionate in 2-3 anni scolastici.
QiS ToolBox
Il ToolBox di QiS è uno strumento informatico fruibile dal sito
internet di QiS ed è stato pensato come un macro contenitore atto a
raccogliere in modo ordinato tutti i progetti scuola sul miglioramento
gestionale, realizzati nelle scuole-test. Questi sono stati realizzati
utilizzando tecniche e strumenti del TQM (ciclo PDCA, schede di
raccolta dati, matrici, ecc.) e altri creati in QiS, (Standard
Nazionale e lo Standard europeo di Qualità). Il database è stato
aggiornato a partire dal secondo anno di QiS, si presta come una
piattaforma per raccogliere e condividere buone prassi nella gestione
delle qualità e si articola in 3 aree:
Ad ogni
documento caricato sono assegnate alcune parole chiave, utili per
rintracciare i suggerimenti on-line con il motore di ricerca annesso
al database. Nell’area denominata materiali, vengono raccolti
strumenti per lo sviluppo della qualità già utilizzati con successo da
alcune scuole (per esempio questionari, esercitazioni, griglie di
osservazione, ecc.). Quando una scuola individua gli aspetti
organizzativi deficitari e lacunosi può accedere alla QiS-Tool Box e
cercare suggerimenti per problemi simili. Infine, nell’area denominata
report delle attività, vengono condivise relazioni e verbali degli
incontri dei TQ-Group. Crediamo infatti, che la conoscenza di testi e
documenti prodotti in seno a realtà organizzative anche molto
distanti, possa contribuire allo scambio buone prassi in materia di
sviluppo della qualità nelle scuole in Europa.
In tal senso, il database di QiS offre l’opportunità per lo scambio di
idee e strumenti sul tema della qualità della scuola in Europa. Esso
sostiene inoltre la creazione di reti che consentono di conoscere
(acquisire informazioni, avere esperienza, entrare in contatto,
prendere coscienza, relazionarsi), oltre i confini locali e nazionali.
Approccio teorico e metodologico
Il progetto QiS si muove sia da domande di ricerca formulate a partire
dalla Psicologia del lavoro, che dalle richieste concrete espresse
dalle scuole. Queste ultime si riferiscono al bisogno di strumenti
gestionali e formativi di implementazione e supporto della qualità
nelle scuole europee. In tal senso, è stato progettato un approccio
metodologico composito, basato nei primi 10 mesi di lavoro sul modello
classico della Ricerca Azione, proposto da Lewin e nella seconda parte
del progetto sul modello di Ricerca-Azione Partecipativa, che
storicamente si presenta come uno sviluppo successivo del primo, in
funzione dei processi di formazione continua (Freire, 1971 e 1976 e
White, 2004).
L’adozione di una metodologia integrata di ricerca-azione si pone come
risposta al bisogno di coinvolgimento attivo e partecipato da parte
degli attori scolastici responsabili delle attività QiS. Il
progressivo passaggio degli obiettivi di ricerca e intervento
organizzativo dai ricercatori agli attori scolastici si è posta come
condizione necessaria al proseguimento del progetto.
La metodologia o approccio di ricerca adottato si basa
fondamentalmente su due impianti: la ricerca-intervento e il TQM. Si
ritiene che nel progetto QiS, questi metodi siano stati progettati e
applicati in modo complementare, al fine di guidare lo sviluppo
organizzativo della scuola dall’interno.
In opposizione alla ricerca scientifica di matrice speculativa e
positivista, che si limita ad indagare i fenomeni psico-organizzativi
confrontandoli con teorie assunte a priori, il metodo della
ricerca-azione cerca soluzioni a problemi concreti e specifici. La
Ricerca-Azione è un metodo che supera i criteri della scienza positiva
e dal punto di vista epistemologico si fonda, sul processo a spirale
di azione-riflessione. Esso è anche un metodo di ricerca sociale sui
gruppi che prevede l’interazione diretta tra ricercatori e attori e
rappresenta uno tra gli approcci più diffusi in educazione, spesso
viene utilizzato dagli insegnati per lavorare con la classe. Nel mondo
della scuola viene utilizzato quasi esclusivamente dagli insegnati e
soltanto per scopi didattico-pedagogici.
Gli obiettivi della Ricerca-Azione si sviluppano su un doppio livello:
la produzione di conoscenza (come conseguenza della riflessione) e la
realizzazione dell’intervento. Se calata nel contesto scolastico, essa
è funzionale al supporto dei processi educativi e al raggiungimento
degli obiettivi dell’organizzazione scolastica. In generale si può
affermare che tale metodo dimostra particolarmente adeguato al
miglioramento della qualità dei processi scolastici.
Nel progetto QiS abbiamo proposto ai membri dei TQ-Group il metodo
della Ricerca-Azione nell’ambito del secondo corso di formazione, al
fine di stimolarne l’applicazione nella gestione dei processi
scolastici in genere. Dai risultati e dalle testimonianze degli attori
coinvolti nella realizzazione dei progetti-scuola emerge che questo
modo di procedere ricorsivo di azione-riflessione è funzionale alla
managerialità scolastica. La Ricerca-Azione applicata
all’organizzazione scolastica è orientata alla risoluzione di problemi
pratici. Il personale scolastico, più sensibile alla dimensione
pratica che non agli approcci teorici, necessita di essere coinvolto e
guidato anche attraverso le domande di ricerca. L’orientamento al
problema nella Ricerca-Azione non è interdisciplinare ma
trans-disciplinare. Dal momento che i problemi pratici tendono ad
andare oltre gli argomenti di delle singole discipline, nel conoscerli
ed affrontarli ci si muove necessariamente in ambiti inter e
multi-disciplinari (zone di sovrapposizione), che trascurano i
collegamenti tra le materie configurando strutture scientifiche
altamente complesse. La Ricerca-Azione prevede l’utilizzo di tecniche
e strumenti qualitativi e quantitativi, che vengono selezionati di
volta in volta a seconda delle variabili contestuali (es.
caratteristiche del gruppo o dell’organizzazione). Si tratta di un
metodo parimenti incentrato sulla creazione di conoscenza e
sull’intervento sociale/educativo/organizzativo. La ciclicità si
riassume nel passaggio ricorsivo dalla riflessione (progettazione),
intervento (azione), riflessione sull’azione, intervento, ecc. Coloro
che utilizzano questo metodo, siano essi impegnati nella ricerca
educativa che nel mondo della scuola, lavorano seguendo questo
processo ciclico che ha un inizio ma non una fine. Una sua peculiarità
è l’interazione diretta tra ricercatori e attori. Le conoscenze e i
cambiamenti che si producono nelle attività diventano risultati della
ricerca stessa. Dal momento che i contesti indagati prevedono la
presenza di attori con diversi ruoli (genitori, alunni, insegnati,
personale amministrativo, psicologi, ecc), le relazioni si sviluppano
su molti livelli e si verificano stimolanti occasioni di scambio,
conoscenza reciproca e collaborazione professionale.
Gli insegnanti applicano spesso la Ricerca-Azione ai processi
educativi nei momenti della programmazione di classe, nelle riunioni
collegiali, nei gruppi di progetto. In tali occasioni
l’insegnante-ricercatore può condividere le proprie esperienze
lavorative e le informazioni possedute con i colleghi e altri membri
della scuola, chiedendo e offrendo supporto reciproco a problemi di
interesse personale e collettivo. Ne consegue che a scuola spesso le
collaborazioni professionali si sviluppano in gruppi omogenei (per
categorie lavorative) e soltanto in rari casi prevedono la
partecipazione di membri con diversi ruoli. A tal proposito, una della
specificità del progetto QiS è la formazione di gruppi qualità (TQ-Group)
composti da attori con diversi ruoli e mansioni all’interno della
scuola. In questo caso, i ricercatori che seguivano le attività legate
ai progetti-scuola avevano la funzione di moderatori, facilitatori e
amici critici del gruppo. Essi pongono fanno attenzione a non essere
considerati e a non autopercepirsi come membri del gruppo osservato.
L’esperienza della criticalfriendship, realizzata nella rete di
scuole-test in QiS, ha inoltre evidenziato come tale pratica
costituisca uno strumento di miglioramento continuo della qualità,
basato sulla collaborazione e il confronto partecipato tra esperti di
scuola, educazione e organizzazione.
Infine, la pratica della Ricerca-Azione ha inizio con
l’identificazione di un problema e dalla volontà di risolverlo da
parte di tutti i soggetti coinvolti. Successivamente si sviluppa
l’analisi del contesto e la raccolta di dati sul fenomeno indagato. Le
caratteristiche contestuali (richiesta d’intervento) e gli obiettivi
di ricerca vengono integrati nella definizione della Teoria della
Pratica, sempre sulla base e nel rispetto dei valori condivisi tra gli
attori. Segue la sperimentazione dell’azione e l’implementazione nella
pratica lavorativa. In generale non ci si può aspettare che le azioni
intraprese producano fin da subito i risultati attesi. La ricorsività
del metodo implica quindi la possibilità di rivedere e riformulare la
portata delle azioni in ogni momento della ricerca. Infine un ciclo
completo di Ricerca-Intervento prevede la stesura di documenti e testi
inerenti l’esperienza realizzati sia dai ricercatori che dagli attori
coinvolti. Dalla discussione e condivisione dei report finali si
generano spunti di miglioramento utili alla definizione di sviluppi
futuri della ricerca.
La
filosofia del TQM
Il Total Quality Management (TQM) è un sistema manageriale che tra gli
anni '80 e gli anni '90 è stato implementato in molte realtà
produttive. Nei primi anni fu evidente la difficoltà di giungere ad
una definizione comunemente accettata e molte erano le resistenze dei
manager aziendali nei confronti della sua implementazione. Il Total
Quality Management include una vasta gamma di filosofie gestionali e
tale complessità rappresenta un limite nel raggiungimento di un’unica
definizione. Riferendoci al mondo dell’educazione e della scuola, non
appare funzionale parlare di applicazione integrale del TQM. Per molte
ragioni appare più utile considerare i diversi approcci in esso
contenuti e sperimentarne l’applicabilità nella scuola, piuttosto che
cercare di applicare tout court il modello tradizionalmente applicato
nelle aziende produttive. Come prima cosa, il termine “Total” non
significa “totalitario” ma, piuttosto, “globale”. Esso è quindi un
metodo che considera tutti gli aspetti delle attività organizzate
nella scuola: la qualità non può riguardare solo le attività
didattiche, ma anche le attività di supporto e di coordinamento degli
altri processi, la qualità dei locali e dei materiali didattici, ecc.
Inoltre, questo termine si riferisce anche all’importanza di non
considerare soltanto le opinioni dei dirigenti scolastici e degli
insegnanti (stakeholder interni), ma anche i bisogni degli allievi,
della società, delle altre scuole e delle aziende interessate ad
assumere i giovani formati. La seconda parola è “Management”. Si
precisa che non sta ad indicare che gli unici responsabili della
qualità sono i manager e i dirigenti. Il termine indica invece che
dovrebbe essere applicato un approccio al miglioramento continuo degli
aspetti organizzativi che non raggiungono i livelli di qualità
stabiliti sistematico e controllato.
Tra tutti i ruoli organizzativi, i manager e i leader della scuola
hanno la funzione di promuovere e garantire il sistema di qualità,
mentre il resto del personale e gli allievi, come portatori di bisogni
e interessi, offrono spunti di miglioramento e quindi suggeriscono la
mission di qualità. Infine, il termine “Qualità” indica che
l’organizzazione (nel nostro caso, la scuola) riesce a soddisfare le
aspettative e le richieste di tutte le parti in causa, se si definisce
a livello “good enough” in tutte le aree. Quindi, ogni volta che le
richieste e le aspettative cambiano, la scuola dovrebbe rilevarle e
muoversi nella direzione di fornire una risposta alle stesse. Inoltre,
il Total Quality Management è contestuale – nel senso che due
organizzazioni lavorative non possono implementarlo esattamente allo
stesso modo. Tra gli orientamenti proposti ne troviamo di più hard,
quando si applicano indicatori puramente quantitativi a tutte le aree
dell’’organizzazione e approcci soft in cui gli indicatori di qualità
si basano su giudizi di esperti.
Piano di lavoro e organizzazione a rete (base locale, nazionale ed
europea)
Il progetto QiS presenta un’articolata struttura di ruoli e incarichi;
di seguito viene riportata la divisione dei compiti all’interno del
progetto:
-
RP-Italia:
coordinare il progetto e supervisionare ogni fase e i risultati (in
itinere e finali)
-
RP-Finlandia/RP-Slovenia: pianificazione e sviluppo dello Standard
Europeo di Qualità
-
RP-Slovenia: pianificazione e sviluppo dello strumento di
auto-diagnosi della Qualità
-
RP-Finlandia: pianificare e sviluppare il corso Europeo sulla
Qualità della Scuola
-
RP-Lituania: progettare e curare l’edizione del libro di QiS
-
RP-Francia: realizzare e aggiornare il sito web www.qualityinschool.net
e organizzare la Conferenza Europea delle scuole
-
RP-Germania: organizzare il Convegno Internazionale di QiS.
La
partnership presenta una configurazione a rete che prevede un Partner
di Ricerca (RP-ente di ricerca) per ogni paese, con il compito di
portare avanti la ricerca su due livelli: mantenere i contatti con gli
altri partner di ricerca per lo sviluppo dei risultati e indirizzare i
Partner Scuola (SP-istituti scolastici) nell’applicazione del TQM,
collaborando attivamente con il personale. In ogni ente/partner sono
stati individuati i responsabili e i collaboratori con il compito di
tenere i contatti all’interno dell’ente e con i partner, sul piano
nazionale ed europeo.
La metodologia del
Critical Friend
Durante le prime fasi del progetto è emerso subito che le scuole erano
soltanto marginalmente coinvolte nella rete QiS. Se da un lato i
partner di ricerca collaboravano assiduamente alle attività,
dall’altro le scuole si dimostravano reticenti o poco interessate a
prendere contatti tra loro. Ci siamo resi conto che mancava un motivo,
uno stimolo concreto. Si è quindi pensato di dar vita ad una rete di
criticalfriends tra le scuole-test, affidando ad ogni TQ-Group il
duplice compito di osservare il lavoro di un altro gruppo ed essere a
sua volta osservato. Gli scambi di informazioni sui progetti scuola
avviati nel II anno sono stati realizzati principalmente via mail e in
alcuni casi, anche attraverso visite e incontri negli istituti.
Con questa metodologia le scuole hanno cominciato a conoscersi e a
scambiarsi informazioni, supportandosi reciprocamente nella
realizzazione dei progetti-scuola.
Per tutta la durata del progetto, gli RP hanno condiviso i risultati
della ricerca con le scuole e seguito l’andamento dei progetti scuola,
attraverso i meeting ufficiali, le video conferenze e la lettura dei
report interni. I dati evinti dalle diagnosi sono stati utilizzati in
itinere per definire dettagliamene le fasi di azione, seguendo un
processo a spirale ricorsiva di ricerca, azione e riflessione, tipico
della Ricerca-Azione.
Tutte le attività realizzate in QiS e in modo particolare i corsi di
formazione hanno contribuito a supportare il personale scolastico
nella comprensione e nell’assimilazione dei valori legati al TQM. In
tal senso ci si auspica che dopo la conclusione del progetto QiS, le
scuole siano in grado di continuare autonomamente il percorso di
sviluppo della qualità, in linea con le indicazioni regionali e
ministeriali, senza dipendere ancora in modo sostanziale da supporti
consulenziali esterni. Infine, si sottolinea che esse dovrebbero
curare e conservare i contatti intrapresi nella rete di scuole QiS,
convinte del fatto che questo sia uno strumento vantaggioso di
consulenza organizzativa a loro disposizione.
Riferimenti
[1] http://www.qualityinschool.net